Federico Pagliai scrittore

" Note biografiche"


Nato nel 1966 a La Lima, " il paese più all'ombra di Italia", Federico Pagliai vive tuttora sulla Montagna Pistoiese, storica zona di confine e di confino dell' Appennino Tosco Emiliano. Nel 1985 sceglie una professione che gli consenta di non abbandonare la montagna natia per scendere in città: diventa infermiere e poi volontario del Soccorso Alpino Speleologico.

Il suo vivere sui crinali della montagna pistoiese non è un semplice atto di residenza ma un percorso di vita all' insegna della ricerca, apprezzamento e condivisione di quei valori semplici e genuini, ritmati dal succedersi delle stagioni, propri della cultura montanina. Proveniente da famiglia operaia, durante l' infanzia ha assistito alla lenta agonia della Cartiera Cini, vero fulcro industriale della zona, poi definitivamente chiusa nel 1977. La gente del paese, da generazioni, aveva abbandonato i vecchi mestieri di bosco, di bestie e di campo e aveva delegato futuro e fortune alle sorti della fabbrica. La chiusura della cartiera rappresentò la fine di un' epoca e ridusse gli abitanti del piccolo borgo dalle case allineate come una stringa lungo il fiume, ad emigrare nelle grandi città del piano oppure a trovare precari impieghi in zona. Nel breve volgere di qualche anno, il paese muore, la ciminiera è il simbolo della fine dell' utopia industriale. La gente non c'è più e quella rimasta sembra aver perso la voglia di vivere.

Di carattere curioso ed esplorativo, Federico, sin dall'età di dieci anni inizia ad allontanarsi dal paese. Forse per capire se tutto il mondo somiglia al paese morto. Cammina: in quelle sue escursioni solitarie conosce un altro mondo, così diverso da quello industriale. Ne rimane affascinato, prova stima.

Conosce boscaioli, fungai, contadini, pastori, intagliatori, scalpellini, bracconieri.la differenza di età favorisce l' intesa. Federico incontra gente semplice e fiera del proprio vivere su questa montagna povera, uomini, donne e bestie che conducono esistenze in naturale simbiosi con i ritmi dettati dalle stagioni, incastonati in una natura che, prima di tutto, è custodia: un mondo di crinali, alberi, pietre, neve, funghi.Atmosfere di fiaba e realtà, di magia e immaginazione così ben nutrita dal vagare per luoghi reconditi e arcani dell' Appennino Tosco Emiliano.

Uno zio, Sergio, intuisce la predilezione del Federico bambino per questa gente e questi posti. Lo porta con sé. Gli insegna, a modo suo, facendogli picchiare il naso, i segreti del bosco, dei funghi, degli animali, dell' ambiente sociale e fisico dei montanini. Un ambiente assai lontano da quello della fabbrica. Quello che aveva tolto il sorriso ai limaioli. Federico ascolta l' istinto, proietta i sensi verso la vita dei montanini ed i crinali della Montagna Pistoiese. Cammina. Lui dice sempre "che camminare rende gli uomini migliori". Cammina e, in età adulta, prende l'abitudine di raccoglie su piccoli block notes spunti, idee, colpi di occhio, pennellate di gente e di posti. Così, e non potrebbe essere diversamente, nascono i suoi libri: quasi come sotto dettatura del mondo naturale proprio della Montagna Pistoiese e dintorni.